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28 NOVEMBRE 2009 - ORE 21.00 - DANZA
PRIMA NAZIONALE - NUOVO BALLETTO ITALIANO IN
LA VEDOVA ALLEGRA
Balletto Classico in 2 Atti
Musiche di FRANZ LEHÁR
Coreografia GIUSEPPE PROTANO
Hanna Glavary: CHIARA GASPARINI
Conte Danilo Danilovich: MARCO PROTANO
Barone Mirko: SALVATORE CICCARELLI
Valencienne: PATRIZIA DI MATTEO
Camille de Rossillon: GIUSEPPE PROTANO
Barone Zeta: MARIO DI FONZO
Niegus: PIETRO TRIMALDI
Corpo di ballo della Compagnia “Nuovo Balletto Italiano”
Costumi: Alba Fashion
Direttore di scena: Armando Gargiulo
NOTE COREOGRAFICHE
La “Vedova Allegra” è un’operetta in tre atti di Franz Lehar che ha debuttato con enorme successo a Vienna il 30 dicembre 1905. Il balletto venne creato per l’Australian Ballet da Sir Robert Helpmann (primo ballerino e coreografo), ed ebbe il suo debutto il 13 Novembre 1975 al Palais Theatre di Melbourne.
Come l’operetta, il balletto diventò molto famoso e venne messo in repertorio da molte Compagnie tra le quali, il National Ballet of Canada, il Royal Danish Ballet, l’American Ballet Theatre, lo Houston Ballet e il Vienna State Opera Ballet. Inoltre, Veronica Paeper coregrafò una nuova versione del balletto che ebbe il suo debutto il 10 Settembre 1988 all’ Artscape Theatre Centre a Cape Town, Sud Africa, con i primi ballerini Elza Leimane e Raimond Martinov.
Il coreografo Giuseppe Protano, avvalendosi dei giovani talenti del “Nuovo Balletto Italiano”, propone del celeberrimo “libretto” una reinterpretazione coreografica in chiave ballettistica, che, pur nella sua novità, vuole restare il più possibile fedele alla regia originale.
Sulle tavole del palcoscenico viene portato un lavoro che, nel suo aspetto classico, evidenzia momenti di grande eleganza e portamento, sottolineati dagli intramontabili valzer di Lehar, ma, nel contempo, è ricco di momenti di straordinaria interpretazione e pantomima che addolciscono e allietano l’evolversi del balletto. La coreografia, ambientata essenzialmente nel grande salone dei ricevimenti del palazzo del barone Zeta, è un continuo susseguirsi di quadri, di danze, in cui i protagonisti accompagnano i loro virtuosismi tecnici con movimenti fortemente stilizzati e romantici attraverso i quali il coreografo Giuseppe Protano tende a evidenziare sfumature di personaggi chiave quali Hanna Glavary, Valencienne ed il conte Danilo.
I costumi della sartoria “Alba Fashion” di Napoli, sono, pur nella loro classicità, rivisti e ridisegnati per ben coniugarsi all’ interpretazione più moderna e originale che il coreografo vuole dare del balletto, ed offrono soluzioni ricercate nello stile e nella fantasia dei colori.
TRAMA
Il balletto, ambientato a Parigi, parla del tentativo di ingraziarsi la Francia dell'ambasciata Pontevedrina, facendo sposare la ricca vedova Hanna Glavary con il conte Danilo, sua antica fiamma. Nel frattempo si sviluppa il triangolo amoroso tra il Barone Mirko, sua moglie Valencienne e Camille de Rossillon. Hanna Glavary è rimasta presto vedova del ricchissimo banchiere di corte del piccolo stato di Pontevedro; un suo matrimonio con uno straniero provocherebbe la fuoriuscita dei milioni di dote della signora e il collasso delle casse statali. La vedova è ora a Parigi e il sovrano di Pontevedro, preoccupatissimo, incarica il proprio ambasciatore a Parigi, barone Zeta, di trovarle un marito pontevedrino.
L'ambasciatore Zeta e il suo cancelliere Niegus, cercano un candidato e lo individuano nel conte Danilo Danilovich che in passato ha interrotto una storia d'amore con Hanna su pressione della famiglia, a causa delle umili origini di lei. Cogliendo l'occasione del compleanno del sovrano, il barone Zeta organizza una festa all'ambasciata, durante la quale, con Niegus, cerca di convincere Danilo a sposare la vedova. Hanna ama ancora Danilo, tuttavia non lo vuole dimostrare e anzi cerca di ingelosirlo. Frattanto si intreccia la storia d'amore della moglie del barone Zeta, Valencienne, con il diplomatico francese Camille de Rossillon; durante un ballo in casa Glavari, i due si appartano nel padiglione; stanno quasi per essere scoperti dal barone Zeta, quando Niegus, meno sbadato di quel che sembra, riesce a far uscire per tempo Valencienne e a sostituirla con Hanna.
Quando Hanna esce dal padiglione con Rossillon, sembra chiara la scelta del futuro marito: un parigino... Tutto sembra compromesso; Danilo è furioso e lascia la festa; Zeta non capisce se la moglie lo ha tradito o no. Ha luogo una nuova festa in casa Glavari con tema le atmosfere e i balli di Chez Maxim; Danilo si consola bevendo champagne e con le famose ballerine grisettes; Hanna gli spiega però che è stato Niegus a effettuare lo scambio di persona nel padiglione per salvare Valencienne. Dopo tante schermaglie e sofferenze, Danilo dichiara il proprio amore a Hanna, che annuncia il suo matrimonio con Danilo.
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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16 GENNAIO 2010 - ORE 21.00 - PROSA
COMPAGNIA DEI PASSATISTI IN
MACARIO - IL SOGNO DI UNA MASCHERA
Viaggio nella memoria di un grande comico
Il testimone del tempo che fu: Mauro Macario
Il cantante e la “spalla”: Gianluigi Cavaliere
La soubrettina “tuttopepe”: Valeria Fabiano
Il clown: Sara D’Agostino
Arrangiamenti musicali di Fabio Rossato
Suoni, luci e proiezioni di Marco Porcu
Supervisione alla distribuzione: Lello Vianello, Costumi: Lorena Vedovato
A 30 anni dalla morte di Erminio Macario il Teatro del Viale vuole tributare un omaggio ad un comico, grande artista, capace di far sorridere generazioni e generazioni di italiani.
NOTE DI REGIA
“Macario, il sogno di una maschera’ è un viaggio nella memoria di un grande comico che ancora recentemente è stato definito uno tra i pochi artisti italiani vicini alla grandezza e alla poesia di Charlie Chaplin (F. Tettamanti sul “Corriere della sera”).
Il sogno di una maschera è, appunto, quello di restare nel tempo e di interpretare, nel proprio ambito creativo, l’identità caratteriale di un paese, le sue radici profonde, gli aspetti speculari di un costume collettivo, al di fuori delle mode e di quei provvisori fenomeni più virtuali che di sostanza non destinati a diventare patrimonio stabile di una cultura d’appartenenza.
Lo spettacolo ha un timbro di coinvolgente suggestione evocativa che intende scorporare gli spettatori dall’attuale contesto epocale per portarli, sull’onda della nostalgia, in una dimensione passata ma che nel ricordo di molti ancora palpita e suscita emozione: il mondo della rivista.
Infatti, parallelamente all’itinerario storico che ricostruisce l’avventurosa vita di Macario, è proprio quel genere di teatro che accompagna e fa da cornice lungo tutto il racconto affidato in scena a suo figlio Mauro che è “ la voce narrante” dello spettacolo e ultimo testimone diretto di quel pianeta estinto.
Su di uno schermo appariranno rare immagini d’epoca in bianco e nero di tante soubrette e ballerine a partire dagli anni ’20 fino agli anni ’60; una “passerella” fermata e rivissuta in quei momenti indimenticabili che non mancherà ancora una volta di provocare l’entusiasmo degli ammiratori d’allora e d’incantare chi quel mondo non lo conobbe affatto. Anche il cinema di Macario, precursore della commedia all’italiana, verrà ricordato attraverso significativi frammenti; un cinema rivisitato e rivalutato a tal punto da far dire al critico cinematografico Stefano Della Casa: “Quei film erano una sorta di neorealismo comico”. La colonna sonora che animerà musicalmente lo spettacolo costituirà una vera sorpresa.
Sarà un “velarietto” prezioso e brillante dedicato alle canzoni della rivista, un repertorio canzonettistico mai storicizzato interpretato da Gianluigi Cavaliere, già leader voce del gruppo “Chantango”, e Valeria Fabiano, talentuosa giovane interprete della canzone italiana, qui nella veste di “donnina di Macario”.
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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04 FEBBRAIO 2010 - ORE 21.00 - PROSA
TORINO SPETTACOLI PRESENTA
CHAT A DUE PIAZZE
Com’è difficile avere una doppia vita da quando c’è Facebook
LA COMMEDIA CAMPIONE DI INCASSI A LONDRA E PARIGI
di RAY COONEY
Versione italiana di LUCA BARCELLONA
Per la regia di GIANLUCA GUIDI
Con:
RAFFAELE PISU
FABIO FERRARI
LORENZA MARIO
GIANLUCA RAMAZZOTTI
MIRIAM MESTURINO
Costumi di: ELENA PALELLA
Scena: NICOLA CATTANEO
Musiche di scena: ARMANDO TROVAIOLI
Tutto va a gonfie vele per Mario Rossi, tassista, sposato da vent’anni a Barbara a Piazza Irnerio e nello stesso tempo a Carla a Piazza Risorgimento. Mario ha due figli adorabili, Alice a Piazza Irnerio…e Giacomo, a Piazza Risorgimento
Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, riesce per anni a vivere nascondendo la verità. La vita gli sorride, il suo segreto è al sicuro, fino a quando un giorno i suoi due figli, una ragazza della prima famiglia e un ragazzo della seconda, si conoscono in chat su internet, e decidono di incontrarsi…A questo punto il povero tassista, aiutato dall’amico Walter, cercherà con ogni mezzo di mantenere il segreto della sua doppia vita. Quel che ne segue è una progressione di equivoci, coincidenze e bugie che, con un ritmo infernale, ci porteranno ad un finale inaspettato. Come in tutte e farse di un maestro della comicità come Ray Cooney, vizi e debolezze umane danno lo spunto per creare un meccanismo irresistibile di situazioni esilaranti che finiranno per implodere una dopo l’altra.
Seguito della famosissima TAXI A DUE PIAZZE , recitata da Jhonny Dorelli nel 1986 e poi ripresa dal figlio Gianluca Guidi in tempi più recenti e al quale è stata affidata la regia di questa nuova scoppiettante commedia ai tempi di Facebook.
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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28 FEBBRAIO 2010 - ORE 17.00 - OPERETTA
LA COMPAGNIA PARNASO IN
LA PRINCIPESSA DELLO CZARDA
Operetta in tre atti di Leo Stein e Bela Jenbach
Musiche di Emmerich Kalman
Personaggi ed interpreti
Sylva Varescu Cristina Chiaffoni
Il principe Edvino Enrico Zagni
Il conte Boni Alessandro Tampieri
Stasi Sandra Mongardi
Feri Nilo Grotti
Cecilia Monica Malagolini
Leopoldo Daniele Malaguti
Un ufficiale Giorgio Zanta
Maestro al pianoforte e concertatore: Carlo Ardizzoni
Regia: Cristina Chiaffoni
Quartetto Parnaso
Corpo di Ballo Le Muse
Scene e costumi: Atelier Parnaso
Light Designer: Angelo Zanini
La Compagnia Parnaso nasce nel 1996 a Verona dall’entusiasmo di un gruppo di giovani artisti amici ed inizia a collaborare subito con Pro Loco del territorio.A poco a poco il passaparola sulla qualità degli spettacoli proposti ha il suo effetto e la Compagnia esce dalla provincia e dalla regione. Gli allestimenti crescono di numero e la Compagnia arriva a calcare, con allestimenti lirici ed operettistici, palcoscenici di città importanti: Verona, Parma, Milano, Ferrara, Mantova. Nella stagione 2009-2010 giunge sul palcoscenico della stagione ‘Sifasera’ nella logica di una proposta che Teatro del Viale offre da anni al suo pubblico con titoli operettistici di grande richiamo e sempre nuove compagnie a proporli.
TRAMAIl primo atto è ambientato all'Orpheum, mondano locale di Budapest, in cui la bellissima canzonettista Silva Varescu - chiamata la Principessa della Czarda - dà il suo addio agli amici, in quanto deve partire per una trasferta artistica negli Stati Uniti. Il Principe Edvino Carlo di Lippert-Weylersheim, innamorato della Principessa della Czarda, si impegna davanti ad un notaio per sposare Silva entro otto settimane. Il Principe Edvino Carlo viene richiamato a Vienna dai genitori che lo hanno promesso sposo alla Contessa Stasi. Edvino, controvoglia, è costretto a tornare nel palazzo paterno.
Secondo atto: nel palazzo del Principe Lippert-Weylersheim si celebra il fidanzamento fra Edvino e Stasi. Silva, ritornata dagli Stati Uniti, lo viene a sapere e si presenta al ricevimento assieme al Conte Boni, amico di famiglia, spacciandosi per sua moglie. L'arrivo improvviso suscita prima la gelosia di Edvino che si tramuta in dolcezza verso l'amata. Boni, su ordine di Silva, corteggia Stasi non lasciando indifferente la fanciulla. Silva, dopo aver ricevuto una nuova dichiarazione d'amore da parte di Edvino, mostra ai convitati l'impegnativa scritta davanti al notaio e annuncia di essere una principessa, la Principessa della Czarda. È lo scandalo, i genitori di Edvino non potrebbero mai tollerare che il discendente della gloriosa casata di Lippert-Weylersheim sposi una canzonettista. Silva, fra le lacrime, abbandona la festa.
Nel terzo atto tutto si risolve: Edvino e Silva coronano il loro sogno d'amore e Boni fa lo stesso con Stasi.
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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06 MARZO 2010 - ORE 21.00 -PROSA
MARIO ZUCCA E MARINA THOVEZ IN
CASINA
di Tito Maccio Plauto
testi e adattamento e regia di Marina Thovez
scene Nicola Rubertelli
La celebre commedia di Plauto riscritta per due attori che si alternano a coprire tutti i ruoli: sette personaggi protagonisti, più le comparse!
Casina è la più bella commedia di Plauto: storie di infedeltà coniugale s’intrecciano a rivalità tra servi, invidie tra amiche, litigi tra genitori e figli, piccoli dispetti, grandi scherzi. E’ il trionfo del difetto umano. Se chiedessimo a chiunque perché Plauto abbia ritratto le debolezze dell’uomo con tanta ricchezza, con così spietata fantasia, sicuramente ci sentiremmo rispondere: “perché era un grande poeta”. Giusto. Ma se lo chiedessimo a Plauto stesso, probabilmente risponderebbe: “perché fa ridere”.
TRAMA
Casina è una trovatella che è stata adottata dalla ricca coppia di Sciolgotutto e Strepitosa, ed è perciò una figlioccia ma anche una schiava, poiché di natali oscuri. I due hanno già un figlio che è innamorato proprio di Casina e vorrebbe sposarla, ma le leggi non consentono un matrimonio tra un uomo libero e una schiava. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno Sciolgotutto perde la testa per lei. Strepitosa, la moglie, capita l’antifona, per accontentare il figlio, e soprattutto per sottrarre la ragazza alle brame del marito, combina il matrimonio di Casina col giovane scudiero Palino, col patto che lei passi la prima notte di nozze con suo figlio. Sciolgotutto allora fa lo stesso accordo col fattore Olimpione. Dopo vari litigi tra marito e moglie e tra i due servitori, si decide di affidare al fato la scelta, tramite un sorteggio. Vince Olimpione, e mentre Sciolgotutto si prepara alla sua notte d’amore, le donne di casa architettano una grande beffa che manderà in bianco i due vegliardi.
NOTE DI REGIA
Questo spettacolo ha un grande significato per me. Riproporre una nuova versione di Casina significa avvicinare al teatro anche un pubblico di giovani, per il quale Plauto è materia di studio, e per il quale è molto importante il divertimento sano, intelligente e soprattutto non consumato da soli ma condiviso con gli altri.
Riscrivere un classico è forse un azzardo, recitare in due una commedia basata sull’intreccio lo è sicuramente.
Credo nella riscrittura di non aver tradito lo spirito dell’originale, -ché anzi grande cura è stata messa per restituire la “patina plautina”- e di aver operato con un larvato, e mi auguro garbato, intento didascalico al fine di collocare la commedia nel suo contesto socio-politico, sia per quanto riguarda i rapporti tra Roma e il resto del mondo, sia nei rapporti tra i personaggi. Quando le commedie di Plauto andavano in scena per la prima volta era immediatamente perspicua per il pubblico la funzione sociale che ogni personaggio aveva, e con essa la sua piena valenza drammaturgica; oggi non è più così: la struttura della familia è cambiata, la servitus non esiste più, e non è comunque paragonabile a quell’abominio recente che è la schiavitù. Perdere queste relazioni significa perdere gran parte dell’umanità dei personaggi; io ho voluto suggerirle all’attenzione del pubblico contemporaneo non certo per fare scuola, né tanto meno per fare politica, ma per rappresentare dei personaggi a tutto tondo, come immagino siano nati nella fantasia di un poeta appartenuto a una civiltà che amo molto, una civiltà che credo possa far innamorare chi non la conosce.
Perché far recitare solo due attori? Per creare un gioco nel gioco, il meccanismo del teatro nel teatro, dove gli attori, rimasti soli per un artifizio che si svelerà durante lo spettacolo, entrano ed escono dai personaggi sotto gli occhi del pubblico, trasformati in pochi secondi, animati da un’appassionata ed eroica voglia di far teatro, la stessa che portò Plauto ragazzino a cercare fortuna a Roma.
Infatti questa Casina è un unico grande omaggio al teatro, attraverso Plauto che è stato il primo drammaturgo in suolo italico, e attraverso le vicende dei due attori, che del teatro e dei grandi sacrifici che comporta sono i due tragicomici interpreti.
Marina Thovez
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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22 MARZO 2010 - ORE 21.00 - PROSA
ARTISTI ASSOCIATI IN
LE ULTIME LUNE
di Furio Bordon
con Gianrico Tedeschi, Marianella Laszlo e Walter Mramor
Scene: Milli
Costumi: Stefano Nicolao
Luci: Iuray Saleri
A grande richiesta ancora in tournèe dopo 350 repliche di successo!
Le ultime lune, scritto da Furio Bordon nel 1992, ha ricevuto il Premio IDI nel 1993, ed è stato portato al successo nella Stagione 1995/1996 da Marcello Mastroianni. È stata la sua ultima interpretazione da molti definita leggendaria e grazie alla quale il testo è stato conosciuto e apprezzato dal pubblico e dalla critica in tutto il mondo: nei quattro anni successivi dodici traduzioni e altrettanti allestimenti hanno replicato all’estero il successo dell’edizione italiana.
Le ultime lune è tornato in Italia per una precisa scelta del suo autore il quale, assumendosi anche la responsabilità della regia e presentando per la prima volta il testo nella sua versione integrale, lo affida alla genialità di un altro grande interprete: Gianrico Tedeschi. Dall’incontro con questo straordinario uomo di teatro è maturata nell’autore la decisione di riprendere una commedia che sembrava non più proponibile in Italia dopo la memorabile edizione con Marcello Mastroianni.
NOTE DELL’AUTORE
Un uomo molto vecchio aspetta nella stanza che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo per anziani. Ascolta Bach e parla con la moglie anzi, con il suo ricordo, dal momento che lei è morta molti anni prima. Parlano della vecchiaia, della morte, dell’amore che li ha uniti.
All’arrivo del figlio comincia tra i due uomini una schermaglia verbale intessuta di rancori e di piccole crudeltà, ma che a tratti si allenta di irresistibili tregue di dolcezza. Il primo tempo si conclude con il vecchio che lascia per sempre la sua stanza e il ricordo della moglie. Nel secondo tempo il vecchio è nella casa di riposo: sono passati alcuni anni, lui è solo in scena, con una sedia, un album di vecchie fotografie e una piantina di basilico in un vaso di latta. Il racconto della vita quotidiana all’Istituto si mescola con i ricordi del suo passato e con una serena dichiarazione di resa alla morte. Furio Bordon
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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09 APRILE 2010 - ORE 21.00 - PROSA
COMPAGNIA TEATRALE I GUITTI IN
IL MONDO DEI VINTI
Le novelle di Giovanni Verga
Personaggi e interpreti:
Santo/Janu Stefano Micheletti
Mara la rossa/Nedda Elena Ferrari
Mazzarò/Don Mariano Calogero Arrigo
Nina/Nunzia Marianna Chiaramonte
Renzo il tomo/Cosimo Alberto Sarnico
Dottore/Bastiano Diego Baldoin
Prospero Floriano Negri
Regia e adattamento: Nadia Buizza
Scenografia: Luigi Casermieri
Costumi: Elena Zanotti
Presenza costante nel cartellone della stagione promossa da Teatro del Viale I Guitti, storica compagnia teatrale di Adolfo Micheletti, tornano sul palco di viale Santuario per proporre uno spettacolo straordinario tratto dal verismo di Giovanni Verga. Una rappresentazione di quattro delle novelle che rappresentano il mondo dei vinti.
Già espressione della maturità dello scrittore, le novelle scandiscono i momenti fondamentali della sua evoluzione artistica.
Quando apparve Nedda, si ebbe subito la sensazione di un’importante svolta letteraria: Verga aveva trovato “un nuovo filone nella miniera quasi intatta del romanzo italiano”, l’inizio della cosiddetta conversione al ‘verismo’, la protagonista, un’umile contadina, la narrazione di fatti e azioni come l’analisi psicologica e il dramma interiore, la voce narrante interna al mondo descritto, dominano il dialogo diretto e il recupero della Sicilia come paesaggio ideale.
Le novelle da cui è tratto lo spettacolo sono quattro: alle novelle La roba e Nedda, che fanno da colonna portante, si intrecciano teatralmente e in misura minore le vicende di Pane nero e Il mistero.
Tutte sono immerse in un mondo dai confini precisi; le case, le strade di Paternò, di Francofonte, di Vizzini e degli altri luoghi verghiani rappresentano i sentimenti che vi si agitano: gelosia, avidità, attaccamento alla famiglia e alla terra, religiosità elementare o superstiziosa che non dà alcun sollievo spirituale o morale, senso dell’onore, rassegnazione di fronte agli eventi, Verga osserva con grande intensità uomini curvi da sempre sotto il peso di un destino implacabile di miseria e malattia, còlti nella pena del loro vivere quotidiano, uomini vinti, condannati al dolore e alla morte.
L’unico valore che resta è la dignità umile ed “eroica” con cui l’uomo sopporta il suo destino, senza vane ribellioni e senza viltà, “attaccato come un’ostrica allo scoglio su cui la fortuna lo ha lasciato cadere”.
Il sentimento tragico del destino umano e il fatalismo che non consente il riscatto degli umili, sono scanditi dalle visioni di una terra desolata e arsa, di campi gravati dal peso delle fatiche contadine.
L’adattamento teatrale ha cercato di seguire l’andamento narrativo, conservando i suoi imperfetti che suggeriscono azioni mai finite e destinate a ripetersi. Ha dato voce alle frasi verghiane, corte e pregnanti, che fanno parco uso di colore locale, dosando parole concrete come gesti e lasciando “parlare” pienamente anche i silenzi scabri dei protagonisti, questi pastori e contadini infatti “parlano poco, ma i loro pensieri nascono formidabili… essi si narrano da sé, anzi sono narrati dalle cose stesse” (1) con grande spontaneità e dolorosa intensità.
COSTO BIGLIETTI INGRESSO
Intero Ridotto
Poltronissime 18 euro 16 euro
Poltrone/Galleria 14 euro 12 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro del Viale Sala Giovanni Paolo II viale Santuario 7 Castelleone, aperta ogni mercoledì e sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.
PRENOTAZIONI TELEFONICHE BIGLIETTI
E’ possibile effettuare prenotazioni di biglietti al sito www.teatrodelviale.it, o ai numeri telefonici 0374/350944 oppure 348/6566386.
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